L'Adige - 27 febbraio 2010


Riforma, confronto il 9 marzo
Dellai e Dalmaso alla Consulta

Cgil: ex tecnologico nelle Iti, facciamo come in Lombardia

di Francesco Terreri

I primo «monitoraggio della riforma» con gli studenti, promesso ieri dal presidente della Provincia Lorenzo Dellai e dall'assessore all'istruzione Marta Dalmaso, è fissato per martedì 9 marzo, in una riunione plenaria della Consulta studentesca, che comprende due rappresentanti per ogni scuola, per un totale di 86 componenti, più i delegazioni di due-quattro ragazzi per istituto. Sul tavolo ci saranno i punti critici della riforma, soprattutto degli aspetti ancora da definire, dagli orari alle materie, dai laboratori all'autonomia scolastica. Ma sull'offerta formativa e, in particolare, sulla cancellazione del liceo tecnologico, la Cgil non demorde: facciamo come in Lombardia, dice, dove il nuovo scientifico delle scienze applicate è stato collocato presso gli istituti tecnici.
Ieri mattina, a margine della manifestazione studentesca in piazza Dante, una delegazione di una decina di ragazzi e ragazze ha incontrato Dalmaso. «Hanno portato le domande e le critiche ricorrenti sulla riforma» dice l'assessore. Gli studenti hanno lamentato soprattutto il mancato coinvolgimento e l'informazione carente. «Esprimevano i timori e le paure emerse in questi mesi. Evidentemente i nostri tentativi di spiegazione non hanno tutti colto nel segno. Ho indicato ai ragazzi i siti internet dove trovare le informazioni e ho lasciato loro la mia e-mail». Nella conferenza stampa post-giunta del venerdì, Dalmaso e Dellai hanno ribadito che serve una consultazione con gli studenti almeno una volta al mese su «monitoraggio della riforma, diritto alio studio, politiche giovanili». Dellai, riferendosi alla manifestazione degli studenti conclusa poco prima, ha affermato che «quando la gente partecipa anche venendo a protestare sotto la Provincia è sempre positivo». Il confronto nel merito è fissato per il 9 marzo, alla riunione congiunta di Consulta e rappresentanti di istituto, a cui parteciperanno presidente e assessore. Tra i «sondaggi» di cui verranno illustrati ì risultati in quell'occasione c'è il discusso questionario (vedi articolo precedente). «Il questionario lo abbiamo voluto noi della Consulta - dice il presidente dell'organismo studentesco Tommaso Galli - è destinato agli studenti dell'ultimo anno perché, in base alla loro esperienza ormai quasi conclusa, esprimano valutazoni sia sull'assetto attuale che su alcune proposte della riforma. In questo modo, inoltre, si esprime anche quella parte di studenti che finora non ha manifestato». Sul «braccio di ferro» con i sindacati in tema di recupero ore sui 50 minuti - 99 annue se si recuperassero tutte - Dalmaso si mostra ottimista: «Troveremo una soluzione intermedia. Abbiamo proposto che le ore siano dedicate all'attività con i ragazzi, ad esempio progettazioni particolari, dal sostegno all'accompagnamento delle eccellenze. Ma non è neanche il caso dì caricare troppe ore in più agli studenti».
Sul nodo, la segretaria Cgil Gloria Bertoldi, che non ha partecipato all'ultima riunione con la Provincia per protesta contro l'approvazione affrettata della delibera sull'offerta formativa, ricorda che «deputato alle valutazioni didattiche è il collegio docenti. L'imposizione generalizzata delle ore di 50 minuti è una forzatura, anche se tutti devono essere messi di fronte agli eventuali rischi di riduzione dell'organico». Bertoldi apprezza le aperture al dialogo di Dellai. E rilancia sul nodo del liceo tecnologico, cancellato dalla riforma Geimini e, di conseguenza, dal riassetto trentino degli indirizzi. «In Lombardia -spiega Bertoldi - lo stesso governatore Formigoni si era impegnato a salvare il tecnologico. Ora, in molte località, il nuovo indirizzo dell'opzione scienze applicate del liceo scientifico è stato collocato presso le Iti. Stiamo verificando con la Cgil lombarda se è anche previsto, con le ore di flessibilità, un recupero delle attività di laboratorio. Perché in Trentino non si fa così?».




«Pappagalli? Abbiamo salvato il Don Milani»

«Per noi i pappagalli sono coloro che ripetono le decisioni prese dall'alto, dal partito. Anche se la delibera è stata approvata ci sentiamo in un certo senso anche vittoriosi, perché tante cose sono cambiate dal primo provvedimento che era stato preso ì'il settembre. Ad esempio il fatto che l'indirizzo sociale dell'Ipc Don Milani di Rovereto sia stato salvato è avvenuto anche grazie alle mobilitazioni che ci sono state da parte nostra, degli insegnanti e dal coordinamento dei collettivi. Comunque continueremo a dire ciò che non ci piace»: parole di uno degli organizzatori della manifestazione di ieri, Rolando Lutterotti, del liceo Maffei di Riva del Garda.
Marco frequenta invece il Da Vinci, porta una maschera da strega, un lenzuolo bianco e un cartello appeso al collo che recita «La Dalmaso vien di notte». «Sono vestito da assessore» dice. «Non siamo d'accordo con quello chesta facendo, con i tagli».
Hai qualcosa da dire a chi è rimasto a casa e non si è unito alla protesta? «Chi è rimasto a scuola, vabbè. Ma quelli che sono rimasti a casa... Non voglio dire parolacce, non li stimo più».
Caterina, Maria e Chiara vengono da Rovereto, dove frequentano il liceo Rosmini: «Io ho ancora tre fratelli che devono andare alle superiori e non vorrei che trovassero una situazione ancora più di m. di quella che c'è adesso. Per questo sono qui» spiega Caterina. «Questa non sembra democrazia: a noi non viene chiesto niente, tutto viene deciso dall'alto. Ma siamo noi quelli che stanno in classe, che conoscono quello che si fa a scuola. Quindi ha ragione chi dice che i politici sono solo dei conigli: spostano l'approvazione delle delibere per evitare le manifestazioni degli studenti».
Federico Serra è una delle anime del movimento studentesco: «Abbiamo avuto una grande risposta da parte degli studenti, quasi mille persone a presidiare la Provincia. Un forte segnale di democrazia per ribadire le nostre contestazioni soprattutto sul metodo usato dalla giunta per approvare la delibera di martedì: priva di confronto e imposta dall'alto. Hanno cercato di rimediare proponendo un confronto dopo aver deciso i criteri generali della riforma e questo, oltre che contraddittorio, è pure ridicolo. Il confronto ci doveva essere molti mesi fa».
Solidarietà al corteo anche da Jacopo Zanini, del coordinamento provinciale di Sinistra ecologia e libertà: «Siamo in piazza assieme agli studenti perché crediamo sia vergognoso che una parte della riforma sia stata approvata senza confronto e di notte. Una rifonna sbagliata nel metodo e nel merito, se per riformismo si intende ciò che si porta avanti all'interno di un processo democratico considerando i diritti di tutti i soggetti».