L'Adige - 26 febbraio 2010
«Indirizzi, negozieremo con Roma»
Delllai: più investimenti sui tecnici, poli con università, ricerca e imprese
di Francesco TerreriSulla riforma della scuola superiore il presidente della Provincia Lorenzo Dellai ha lanciato una vera e propria campagna di persuasione. Ponti verso gli studenti, i sindacati riottosi come la Cgil, i docenti critici. Rivendicazione della differenza dalla «manovra» nazionale Gelmini-Tremonti e sottolineatura del «disegno più ampio sul capitale umano» in cui si colloca il riordino. E sui tagli subiti da Roma, come quello della «positiva esperienza» del liceo tecnologico, il rilancio: «Negozieremo con il governo l'introduzione di nuovi indirizzi. Ma già ora diamo assoluta centralità all'istruzione tecnica, con il potenziamento dell'offerta e l'obiettivo dei poli di eccellenza».
Ieri, in una conferenza stampa, Dellai ha chiesto il «disarmo» nel confronto sulla scuola. «Occorre alzare il profilo della riflessione e abbassare i toni della discussione». Anche perché «è paradossale che a livello nazionale venga approvata una riforma tutta centrata sui tagli e non succeda nulla, mentre da noi si scatena il finimondo di fronte a una decisione che garantisce risorse e organici». Il presidente della Provincia ha prima di tutto ribadito che il rinvio di un anno, chiesto ancora di recente dal deputato leghista Fugatti, avrebbe creato più problemi che soluzioni. Poi le questioni di metodo: «L'urgenza della delibera sugli indirizzi è dovuta alle necessità delle scuole di uscire dall'incertezza. Il provvedimento sui quadri orari sarà preso tra un paio di settimane, dopo l'accordo con i sindacati». Sul quale Dellai ha affermato che «le posizioni non sono inconciliabili».
Tra i nodi di merito, in testa la perdita del liceo tecnologico, sul quale la Cgil aveva chiesto un impegno «politico». «Abbiamo previsto il nuovo scientifico delle scienze applicate, col potenziamento delle materie scientifiche e l'informatica».
Ma soprattutto «potenziarne l'offerta degli istituti tecnici, dove abbiamo unificato anche i professionali, tranne il Don Milani sociale, per il quale non vi era un indirizzo corrispondente e che abbiamo quindi mantenuto come istituto professionale». Tra le novità, meccanica e meccatronica a Rovereto, informatica e biotecnologie a Trento.
«Sulla progettazione del triennio apriremo una discussione col ministero. Un'equipe potrebbe progettare un nuovo indirizzo vicino all'ex tecnologico. Sul territorio puntiamo ad attivare poli di eccellenza per ognuna delle macrofiliere dei tecnici. Sì costituiranno gruppi dì lavoro misti tra docenti, università, centri di ricerca e imprese per arricchire i curricula formativi e promuovere realtà di alta specializzazione». Sono in cantiere anche «interventi edilizi per organizzare diversamente gli spazi».
In questo contesto stage e laboratori possono essere «reinventati». La stessa formazione professionale ha bisogno di maggiore qualificazione e di un più adeguato sistema di reclutamento degli insegnanti, arrivando a prevedere «passerelle» e flessibilità con i tecnici.
Sul biennio unico, Dellai ha «rivendicato» la conquista civile dell'obbligo a 16 anni e la necessità di rafforzare le competenze di base dei ragazzi di 14 anni. Precariato: «premesso che la scuola è per gli studenti, come la sanità per i pazienti, abbiamo la percentuale di precari più bassa d'Italia e non vogliamo sciupare queste risorse». Le simulazioni della Provincia non prevedono « sconquassi» negli organici. Infine, il collegamento della riforma delle superiori ad un disegno più ambizioso «che si collega a due nuove e importanti deleghe: quelle sull'università e sul lavoro. Sulla scuola - ha concluso Dellai - vogliamo condividere un sogno con la comunità trentina e non costruire muri. Spero che si mantenga il gusto di cambiare».
RETROSCENA
Presidente in viaggio. Si anticipa la giunta
Ieri Dellai ha dato la sua versione sull'anticipo a martedì sera della riunione di giunta sulla riforma della scuola superiore. «Nessun blitz. La giunta era stata convocata per mercoledì mattina, come anticipato da alcuni organi di stampa» cioè dall'Adige. «Mercoledì però a Roma c'era l'assemblea dell'autorità di bacino Po-Adige, a cui il presidente della Provincia deve partecipare». Così «abbiamo anticipato la giunta a martedì sera, in modo che io potessi esserci. Se non ce l'avessimo fatta, si poteva sempre concludere mercoledì». Perché la riunione alle 19? «Perché prima c'era il Consiglio - dice Dellai - Ma non era un segreto, l'ho spiegato agli studenti che erano venuti qui con il coniglio». Il motivo principale della fretta è stata però «la pressione delle scuole per presentare la proposta formativa alle famiglie».
Braccio di ferro sul recupero ore
di Francesco Terreri«Sono moderatamente ottimista. La parte politica si rende conto del momento di difficoltà» - Così il segretario della Uil scuola Pietro Di Fiore commenta l'esito del confronto di ieri mattina tra Provincia e sindacati su organico e tempo scuola delie superiori. Sui dettagli, però, è in corso un vero e proprio braccio di ferro. Il nodo è il recupero delle 3 ore settimanali, 99 in un anno, che derivano dalla differenza tra le ore «convenzionali» di 50 minuti adottate per le lezioni e le ore di 60 minuti su cui sono commisurate le risorse. Per Piazza Dante vanno recuperate tutte, per i sindacati molto meno, un terzo o al massimo la metà. Tra i sindacati, inoltre, erano presenti Cisl, Uil e Gilda ma non la Cgil, in polemica con l'approvazione «anticipata» martedì del piano di offerta formativa. La posizione esposta dall'assessore Marta Dalmaso e dallo staff del dipartimento, guidato dal dirigente Carlo Basani, prevede da un lato il recupero delle ore da destinare ad attività collegate alla didattica, e quindi in grado di completare il tempo scuola dei ragazzi, dall'altro la garanzia sull'organico totale, che nei prossimi tre anni non si scosterà da quello medio degli ultimi cinque, salvo una oscillazione «fisiologica» del 2%. «Davanti all'imposizione delle 99 ore abbiamo detto no - spiega Di Fiore - ma abbiamo avviato il riesame di tutto il carico orario oltre le 18 ore di lezione». Sul piatto ci sono le 80 ore annuali stabilite a livello nazionale, 40 per i collegi docenti e 40 per i consigli di classe, le 40 ore provinciali, di cui 20 sono già destinate ad aumentare l'offerta formativa, e poi la quota del recupero. «Su questo - prosegue Di Fiore - abbiamo proposto di rendere, obbligatorie le 33 ore di prestazioni integrative attualmente facoltative». «In sostanza - precisa la segretaria della Cisl scuola Tamara Lambiase - la Provincia arriva a proporre fino a 220 ore annue extra lezione. Noi pensiamo ad un totale nettamente inferiore». Le ipotesi variano tra le 150 (proposta Uil) e le 180. «La Provincia inoltre ci ha presentato il documento scritto di impegno sugli organici. Abbiamo però osservato che la garanzia è per le superiori, ma non è precisato se riguarda anche gli altri ordini di scuola. Non accetteremmo la salvaguardia da un lato e tagli dall'altro». La trattativa prosegue mercoledì.
La Cgil, dal canto suo, rivendica il diritto di occuparsi non solo delle questioni contrattuali ma anche dell'assetto generale della scuola. «Abbiamo avviato un confronto con la confederazione su una questione che è patrimonio della comunità, non solo della categoria - dice la segretaria Gloria Bertoldi - perciò ci siamo irritati per il blitz di martedì. Avevamo fatto precise richieste su liceo tecnologico, professionali, laboratori e codocenze e ci aspettavamo risposte che non sono venute». Tuttavia «se si apre uno spiraglio non ci tiriamo indietro. Aspettiamo che l'amministrazione faccia un passo».
Critici gli Stati generali
Gli Stati generali della scuola trentina, per bocca dei portavoce Alessandro Genovese e Nicola Zuin, attaccano la giunta provinciale sul «blitz» di martedì. «Al di là della forma - scrivono - la manovra Dellai/Dalmaso segue le stesse logiche di quella Tremonti/Gelmini, che non sono banalmente quelle dei tagli alle risorse e al personale, ma rispondono invece a un disegno preciso: razionalizzazione, esternalizzazione, meno tempo scuola, creazione di una scuola d'elite».







