Trentino - 25 febbraio 2010


E il «blitz» divide la maggioranza

Critiche dal Pd. L'Upt:«Ma i capigruppo erano stati informati»

di Luca Petermaier

TRENTO. Il «blitz» serale con cui la giunta provinciale ha varato la prima delibera sulla riforma della scuola ha lasciato strascichi polemici nelle file della maggioranza in Consiglio provinciale. I più critici sono i consiglieri del Pd: «L'ennesimo segnale di mancata condivisione» - accusa Bruno Dorigatti, mentre il Pdl - con il capogruppo Walter Viola - parla di «riunione Carbonara».

Non è tanto una questione di sostanza, ma di forma. Di questo si dolgono alcuni consiglieri del Partito Democratico all'indomani dell'approvazione serale e anticipata della delibera sulla riforma scolastica. Una seduta che già era stata anticipata in gran segreto dal venerdì (giorno consueto di giunta) al mercoledì nel tentativo, forse, di spiazzare gli studenti che avevano annunciato una manifestazione in piazza Dante. Il presidente Dellai e l'assessore all'istruzione Marta Dalmaso hanno quindi deciso di anticipare ancora un po', convocando una seduta ancora più straordinaria per le ore 19 di martedì. Difficile, anzi impossibile che la decisione (benché presa in gran segreto) rimanesse coperta e infatti, puntualmente, la notizia dell'approvazione della delibera è trapelata, mandando su tutte le furie una parte della maggioranza che sostiene la giunta in consiglio provinciale. «Contesto vivamente questo metodo - attacca Bruno Dorigatti (Pd) -: che senso ha anticipare di un giorno? Perché tutta questa fretta? Il sospetto è che si sia voluto evitare la protesta degli studenti, con il risultato di umiliare il confronto che, di fatto, sul tema della scuola non c'è mai stato». Toni critici anche da parte di Sara Ferrari (Pd): «Il metodo del blitz mi ha lasciato per perplessa. Se la giunta fa una scelta che la porti fino in fondo a testa alta e non si nasconde all'ultimo momento. Mi pare che sia stato un segnale di debolezza. Se credi in un progetto, come è stato per la riforma scolastica, non è che alla fine temi la reazione di quattro studenti. Il risultato, alla fine, è stato meno peggio del previsto». «Non sono scandalizzato dall'anticipo al martedì - spiega il presidente del consiglio Gianni Kessler - visto che era giusto fare presto per il bene delle famiglie. Quello che ho sempre contestato e che ribadisco, però, è la mancanza di condivisione delle scelte fin dall'inizio di quosto percorso di riforma».
Smorza i toni il vice presidente della giunta Alberto Pacher: «Non c'è alcun segreto o recondito significato dietro alla decisione di anticipare la delibera al martedì. Il fatto è che oggi (ieri) Dellai doveva essere a Roma per alcuni impegni al ministero dell'ambiente e così è stato deciso di riunirsi prima. E poi: martedì o mercoledì che differenza fa?».
Giorgio Lunelli, capogruppo dell'Upt, auspica che la giunta ora faccia in fretta con la delibera del quadro orario «così da far avere alle famiglie una informazione completa». Quanto al «blitz» serale, Lunelli spiega: «Non sono l'avvocato della giunta e mi sono anche espresso in modo critico sulla cattiva comunicazione che la giunta ha tenuto su questo tema. Detto questo voglio precisare che la giunta ha informato noi capigruppo alle 14 di martedì circa l'anticipo della seduta e dunque ogni consigliere di maggioranza poteva essere informato. Se poi in alcuni partiti non ci si parla...».
Parla di «riunione Carbonara» Walter Viola, capogruppo del Pdl, che aggiunge: «Non capisco perché, a fronte di tante proteste, si sia andati fino in fondo in questo percorso con una prospettiva discutibile. Resta l'amaro in bocca per queste forti contraddizioni».