Trentino - 4 marzo


Studenti in assemblea: assenti ingiustificati

La preside del Fontana:«L'autogestione era prevista solo lunedì e martedì»

di Stefania Costa

ROVERETO. Nonostante ieri a scuola ci fossero tutti, sono molti gli studenti dell'istinto "Fontana" che sul registro di classe risultano assenti ingiustificati. L'autogestione era prevista solo per lunedì e martedì e chi ieri ha protestato contro la riforma viene considerato assente. Intanto all'Itis "Marconi" continua la protesta con la seconda notta di occupazione della scuola.
La notte trascorsa, col sacco a pelo, in classe non è bastata ai 150 studenti che hanno occupato la scuola di Sant'Ilario. I ragazzi, rimasti nell'istituto con due professoresse, la vicepreside Daniela Toldo e il rappresentante dei genitori alla consulta, hanno discusso, chiacchierato e ascoltato della musica. Quando in mattinata sono stati raggiunti dai compagni si sono riuniti in teatro dove il dibattito, sulla riforma è stato molto acceso e la sera ha coinvolto anche i genitori. I ragazzi temono di perdere la loro scuola. Per questo hanno deciso che l'occupazione della scuola prosegue anche per oggi. Vogliono che l'assessore provinciale all'istruzione Dalmaso conceda loro un incontro.
Lo stesso obiettivo hanno cercato di raggiungerlo anche gli studenti del Itcg "Fontana" boicottando le lezioni e scendendo in palestra per preparare una lettera da inviare alla giunta provinciale.
La protesta non era prevista e gli studenti che non si sono presentati in classe sono finiti sul registro. «Ho visto dell'impegno da parte dei ragazzi che si sono riuniti in palestra - ha detto ieri la preside Flavia Andeatta -. Ma l'autogestione era prevista lunedì e martedì, quindi chi non è andato in classe è stato considerato assente».
«Sapevamo che sarebbe successo - spiega Elia, uno dei rappresentanti degli studenti -. Non è un problema. Siamo soddisfatti comunque. Il gruppo era unito (nei giorni scorsi gli studenti si erano divisi tra chi voleva una protesta informata e costruttiva e chi preferiva fare chiasso). Abbiamo visto un documentario sulla scuola pubblica e privata, abbiamo riportato ai compagni che ancora non ne erano a conoscenza le infomazioni sulla riforma e abbiamo preparato una lettera per parlare del nostro istituto all'assessore Dalmaso».
Oggi le lezioni dovrebbero svolgersi regolarmente in tutte le scuole della città. Soltanto al "Marconi" rimane viva la protesta.



«Non vogliamo che l'istituto sia disintegrato»

ROVERETO. «Che ne sarà del Marconi?» è questo quello gli studenti delle Itis di Rovereto chiedono, in una lettera, alla Giunta provinciale che la scorsa settimana ha votato la riforma sulla scuola.
«L'Iti Marconi è stato occupato - scrivono gli studenti che hanno dormito in classe - per dire "no" ad una riforma che distrugge la nostra scuola. Una scuola che fin dalla sua nascita è stata l'unico polo tecnologico del Trentino ad ospitare corsi d'informatica ed elettronica che per la loro ottima offerta formativa sono riusciti a convogliare più di 1300 studenti provenienti da tutta la provincia».
La paura dei ragazzi è che il loro istituto sia «disintegrato totalmente» dalla riforma. «Il liceo scientifico tecnologico offre un percorso di studi che in questi 15 anni si è dimostrato estremamente valido sìa in area scientifica che umanistica, coniugando un solido apprendimento teorico ad una comprovata applicazione sperimentale. Se l'obiettivo di questa riforma è il riordinamento degli indirizzi superiori ci chiediamo - scrivono - che senso abbia togliere il tecnologico da un istituto tecnico, già perfettamente attrezzato sia in termini di spazio che di laboratori, per "convertirlo" in liceo delle scienze applicate al liceo "Rosmini", dove finirà per essere semplicemente un liceo scientifico azzoppato e banalmente privato del latino con qualche ora di informatica in più».
«Quale sarà la sorte degli studenti che ora frequentano la classe prima? Se venissero bocciati cosa succederebbe? Quando saranno al quinto anno quali professori avranno? Sara possibile garantire ancora questa qualità di insegnamento?» - si chiedono.
I ragazzi temono che il nuovo corso di "meccanica, meccatronica ed energia" non sarà in grado di compensare le perdite di iscrizioni dovute sia all'eliminazione del liceo tecnologico e alla "concorrenza" del "Buonarroti" di Trento, dove sono stati inseriti corsi di informatica ed elettronica.
«Perché creare due istituti tecnici industriali molto simili a distanza di pochi chilometri? davvero razionalizzazione questa? chiedono -.Quale sarà il futuro della nostri scuola? Un istituto prestigioso verrà ridotti ad uno di 400 studenti finendo per essere accorpato ad un altro? - concludono -.Se così fosse non solo verrebbe a mancare un'offerta formativa di qualità ed una struttura ampie attrezzata come la nostra rimarrebbe il gran parte inutilizzata. Noi non ci stiamo!».