L'Adige - 4 marzo
Venti ore dividono Dalmaso dai docenti
di G.Pa.Trento. L'unica certezza con cui i sindacalisti della scuola sono usciti ieri pomeriggio dal confronto con i dirigenti della Provincia è che Piazza Dante mai e poi mai rinuncerà alle ore da 50 minuti a partire dal prossimo anno scolastico. Detto che questo è il punto fisso da cui partono DelDal (Dellai-Dalmaso), resta ancora tutto da capire come verranno utilizzate quelle 99 ore a insegnante che saranno recuperate sommando i dieci minuti persi per ogni ora di lezione. Su questo si sono confrontati ieri gli esponenti di Cgil, Cisl, Uil e Gilda e i dirigenti provinciali di settore, guidati da Basani, Renna e Ceccato. Ha fatto una comparsata, una decina di minuti non di più, l'assessore Marta Dalmaso («questo è un incontro tecnico», si è giustificata), ma solo per dire ai sindacati che non condivideva la loro posizione troppo rigida.
Attualmente ai docenti delle superiori, oltre alle ore di insegnamento, da contratto vengono riconosciute 40 ore per i rapporti con i ragazzi al di fuori dalle lezioni e per la programmazione e 33 ore per supplenze e ore di recupero di potenziamento o di aiuto per i ragazzi con i debiti. In ballo ci sono poi queste ulteriori 99 ore. I sindacalisti hanno fatto capire che, se dovessero metterla giù dura, potrebbero impuntarsi per non recuperare nemmeno uno di questi 5.940 minuti in più. Per la serie: «Avete voluto accorciare le ore? Sono affari vostri». Rompere non conviene a nessuna delle parti. E allora si tenta il compromesso, che al momento pare difficile. Perché? Gli uffici di via Gilli hanno ipotizzato di arrivare a 120 ore da richiedere extra-lezione agli insegnanti, imponendo tuttavia che tutte le ore in più (in pratica 47) vengano tutte dedicate agli studenti per supplenze, sostegno a chi ha il debito e potenziamento. La qual cosa non garba ai sindacati, che alla fine hanno trovato la convergenza su una proposta sostanzialmente unitaria: «soltanto» lOO ore da suddividere in tre parti eguali tra rapporti con i ragazzi, supplenze e potenziamento, programinazione.
«Questa - spiega Tamara Lambiase (Cisl) - è l'occasione per far emergere un po' di sommerso. Mi spiego: attualmente sono moltissime le ore impiegate dagli insegnanti per preparare le lezioni, correggere temi e verifiche e stilare documenti ma che non vengono mai quantificate e pagate ai docenti. Noi chiediamo di utilizzare parte di questo tempo per garantire maggiori opportunità di formazione per gli insegnanti, in modo che aumenti la qualità del loro lavoro in classe. Ora possono contare su 10 ore di aggiornamento all'anno, un budget irrisorio che va almeno raddoppiato. I tempi per la programmazione garantiti ai maestri delle elementari sono molto apprezzati, è un modello da esportare alle superiori».
I dirigenti hanno preso atto e hanno detto ai sindacalisti che gireranno la palla ai politici. Per questo già ieri sera Basani ha riferito l'esito della riunione a Dellai. Le parti si rivedranno a breve, forse già all'inizio della prossima settimana.







