Trentino - 6 marzo


Gli studenti dell'Itis: «Delusi dai politici»

Lunedì nuovo incontro in Provincia dai capigruppo per salvare il liceo tecnologico

di Michele Stinghen

ROVERETO. Itis, lunedì ricomincia la battaglia per il liceo tecnologico. Ieri una delegazione del Marconi è stata accolta a Trento da alcuni consiglieri provinciali, ma non ha ottenuto molto. Gli studenti torneranno in Provincia lunedì, chiedendo di venire accolti dai capigruppo. In base a come andrà quell'incontro gli studenti decideranno se continuare (e in quale forma) la protesta.

Gli studenti del Marconi sono rimasti a discutere fino alle 18.30, ieri, sull'esito dell'incontro in Provincia. La delegazione dell'istituto (insegnanti, genitori, studenti) è stata accolta da una decina di consiglieri provinciali, dell'opposizione e della maggioranza. Senza ricavarne un granché: i politici hanno ascoltato le ragioni della scuola di Sant'Ilario, ma hanno ammesso di poter far poco in concreto, pur riconoscendo a parole le loro ragioni. Ai consiglieri la delegazione ha consegnato una lettera, presentando i problemi che la riforma causerà al Marconi.
«Perché è stato tolto il Liceo Scientifico-Tecnologico "convertendolo" in Liceo delle Scienze Applicate ed assegnandolo all'intero dei licei e non degli istituti tecnici? Perché all'Iti di Trento sono stati inseriti i corsi di Elettronica e Informatica creando così un "doppione" con Rovereto? La nostra preoccupazione va agli studenti che attualmente frequentano il primo anno: se non vengono promossi che succederà? Per quanto riguarda il triennio, la nostra scuola finirà per perdere l'utenza proveniente dalle valli e dalle zone circostanti Trento, riducendq il numero di studenti iscritti. Come "contentino" ci è stato concesso il corso di Meccanica, che richiede non solo l'assunzione di nuovi insegnati adatti alle materie di questo nuovo corso, ma anche l'allestimento di nuovi laboratori, molto più costosi di quelli già presenti e perfettamente funzionanti». Al Marconi si teme una riduzione di studenti tale da rendere obbligatorio un accorpamento con altre scuole. Nella lettera si chiedono espressamente le ragioni che hanno portato la giunta a togliere il liceo tecnologico alle Itis.
Alla delegazione è stato consigliato di tornare a Trento lunedì prossimo, quando si riuniranno i capigruppo del consiglio provinciale. In quell'occasione gli studenti dovranno chiedere di venire accolti ed ascoltati (cosa non scontata). Sarebbe il primo passo per arrivare a qualche risultato. Al Marconi si spera di riuscire a convincere la giunta provinciale ad aprire uno spiraglio, almeno per evitare che l'"esclusiva" del liceo delle scienze applicate finisca tutta nelle mani del Liceo Rosmini. «Contiamo di essere accolti dai capigruppo e di ottenere finalmente qualcosa», spiega Elisa Marzari, una delle rapprentanti degli studenti; «Oggi abbiamo cercato di non farci strumentalizzare da nessuna forza politica, e continueremo così anche la settimana prossima».
Un po' delusi, ieri pomeriggio gli studenti si sono ritrovati in palestra al Marconi, in un'assemblea molto partecipata, per decidere il da farsi. C'era chi ipotizzava di riprendere subito l'occupazione dell'istituto, alla fine si è deciso di attendere l'incontro di lunedì, anche perché in questa settimana sono già state perse molte ore di lezione. Oggi dunque si torna tra i banchi, e così lunedì prossimo. Dopo l'incontro con i capigruppo, si deciderà. Se l'esito sarà negativo, potrebbe riprendere l'occupazione, oppure si cercheranno altre forme di protesta, per evitare di bloccare le attività didattiche ma per continuare a far sentire la "voce del Marconi".



«Con la nuova legge solo inutili doppioni»

ROVERETO. Non ci sono solo il don Milani o le Itis a vedere tramutati (o cancellati) i loro indirizzi. Al Filzi, il Liceo delle scienze sociali diverrà "liceo delle scienze umane indirizzo economico-sociale", e questo non va giù agli studenti. Come scrive Lorelei Longo, rappresentante degli studenti. «Perché proprio liceo economico-sociale? Di questo tipo d'indirizzo ne esistono già, come l'Ipc aziendale. Non troviamo veramente il bisogno di trasformare così radicalmente il nostro istituto, sarebbe del tutto inutile e poco produttivo. Nei piani di studio della nostra scuola, molte materie che fino ad oggi sono state molto importanti verrebbero svalutate come le scienze sociali, inoltre verrebbero tolte le materie di compresenza (storia e diritto nel biennio, filosofia e scienze sociali nel triennio) ma soprattutto l'area di committenza locale, n liceo socio-psicopedagogico verrebbe svalutato notevolmente, perché perderebbe in molte materie, con psicologia, sociologia, metodologia della ricerca raggruppate in un'unica materia. Siamo consapevoli che una riforma scolastica debba essere fatta, ma questo non è il modo di farne una: in maniera sbrigativa, incoerente ma soprattutto in modo antidemocratico senza consultare le persone che tutti i giorni vivono la scuola (studenti e insegnanti).
Per questo lunedì e martedì abbiamo fatto autogestione, sospendendo le lezioni. Il principale obiettivo delle due giornate è stato quello di riuscire a ricavare una corretta informazione. Al termine dei due giorni abbiamo scelto di non occupare l'istituto. Il 9 marzo l'assessore Dalmaso ha fissato un incontro con la consulta provinciale degli studenti. Ci auguriamo che nell'incontro ci sia il confronto che fino ad ora non c'è stato, se così non fosse siamo tutti convinti che le proteste andranno avanti».