L'Adige - 11 giugno


Lasciateci Aldo Gabbi

Disastro scuole, ora vanno via 7 presidi

i docenti del Liceo Galilei di Trento

La scuola è terminata. È finito un certo tipo di lavoro che riempiva le nostre giornate ma anche i nostri pensieri: le lezioni da preparare, i compiti da correggere, le richieste specifiche di questo o quell'alunno, le lezioni di recupero per chi è in difficoltà, la ricerca di attività e di materiale nuovi, interessanti, non banali, da dare a studenti sempre più curiosi e insoddisfatti.
Rimangono da espletare aspetti burocratici di vario genere e gli esami. Ma c'è un po' di tempo per ripensare a questo particolare anno scolastico e per fare alcune considerazioni.
L'anno che si è concluso è stato uno dei più faticosi per coloro che hanno a cuore la scuola. Non solo faticoso, ma per certi aspetti frustrante. Ad anno iniziato, ci siamo trovati ad apprendere che il Ministero ha deciso di modificare l'assetto delle scuole superiori. Naturalmente in fretta, perché la scuola è tema così banale che si può risolvere in un batter d'occhi. Ogni mese arrivava notizia di una nuova, «definitiva» configurazione della scuola superiore. Finché, dopo cinque mesi, la definitiva configurazione è stata davvero tale. Scuola con meno ore settimanali di quella attuale, più materie (l'opposto di ciò che era stato annunciato), nessun programma delle varie discipline. Nel frattempo è arrivato marzo, le nuove iscrizioni sono slittate e ci siamo trovati totalmente impreparati a rispondere aile domande dei genitori dei ragazzi della terza media, che giustamente volevano avere informazioni sulla nuova scuola. Poi, a maggio, abbiamo dovuto decidere quali libri adottare, sempre senza sapere quali saranno i programmi del prossimo anno. Nel frattempo, a dire la verità, qualche «linea guida» sui nuovi programmi era uscita: solo delle proposte, per fortuna, perché esse appaiono, almeno per alcune materie, decisamente inaccettabili.
Congiuntamente a questo marasma nazionale, i vertici della scuota trentina hanno fatto la loro parte: hanno dichiarato che in Trentino le cose sarebbero state diverse; in novembre sono usciti i quadri della scuola superiore trentina (brutti), che poi sono stati cestinati in quanto anche la nostra provincia deve adeguarsi alle norme nazionali. Tuttavia, poiché la scuola trentina si deve distinguere, è stata introdotta l'obbligatorietà dell'insegnamento della lingua tedesca in tutti i bienni delle scuole superiori. Manovra che ha creato ulteriori critiche da tutte le componenti scolastiche, compresi i docenti di tedesco. Non parlo della penosa discussione della durata della lezione (50 o 60 minuti) che ha solamente creato fratture all'interno degli istituti, con la contrapposizione tra collegi docenti e consigli dell'istituzione.
Ed eccoci arrivati all'ultimo regalo dell'anno scolastico. Sette dirigenti delle scuole superiori sono obbligati ad andare in pensione, ben prima dell'età di 65 anni che la comunità europea invoca come età pensionabile. La nostra scuola è guidata da tre anni dal dottor Aldo Gabbi, il quale ha lavorato con una professionalità che ha entusiasmato studenti, genitori, collaboratori scolastici e docenti. In questi mesi ha fatto il possibile per aiutare tutti a capire dove la scuola sta andando, per dare al nostro istituto un assetto che cogliesse il meglio della riforma, tamponando i problemi creati dalle scelte nazionali e provinciali, progettando anche il futuro del nostro liceo. In questo contesto la sua uscita forzata è alquanto inopportuna. Un progetto appena nato deve avere una solida e continuativa guida per poter dare i suoi frutti. La scuola così decapitata non potrà evolvere come potrebbe, visto che ai problemi derivanti da un'incertezza generale se ne aggiungerebbero altri di carattere organizzativo. Parecchio tempo fa, noi docenti abbiamo scritto una lettera ai dirigenti della scuola trentina che è rimasta senza risposta, come tutto ciò che abbiamo chiesto in questi mesi. Proviamo ancora una volta a chiedere che si faccia il possibile per lasciarci lavorare nelle condizioni migliori: il nostro desiderio è che si permetta al nostro dirigente di proseguire il suo lavoro almeno per un anno per poter traghettare la scuola dalla passata impostazione a quella nuova.
«Nonostante ciò che continua a succedere, ogni giorno le scuole aprono... perché la parte migliore d'Italia piega la schiena e va avanti...ma fino a quando?» (Milena Gabanelli al Festival dell'economia, 5 giugno 2010).

Silvia Defrancesco, Daniela Buratti, Silvana Bebber, Gabriella Armani, Maddalena Litterini, Riccardo Dezulian, Alberto Meroni, Pierluigi Vidoni, Fernando Boso, Carlo Trovanelli, Graziano Paissan, Luciana Gottardi, Lucia Conci, Floriana Baruzzi, Lucia Rattin, Laura Zambanini, Chiara Goio, Marco Bettotti, Isabella Lopreiato, Chiara Floriolli, Renata Goio, Andrea Scagnol, Maria Martinelli, Cristina Conci, Annalisa de Eccher, Edvige Zanoni, Federica Angeli, Tiziana Cimadom, Marina Sgarbi, Giovanna Bertoncello, Emanuela Àntolini, Franca Bosetti, Francesca Paternolli, Giuliana Romanini, Laura Simeon, Giovanna Fruet, Tiziana Pettini.